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Thursday, November 17, 2011

Cose odiosamente yeah che fanno pensare ai regali di Natale

Il Natale mi mette tristezza.
Per metà è una posa, per l'altra metà saudagi vera a pacchi. Che ci si vuol fare.

Però pensare ai regali mi piace. Tutto quello che è consumismo e mi fa dire con impeti di astio produciconsumacrepa mi attira. Quindi oggi parliamo spensieratamente di ipotetici regali.


1. A very She & Him Christmas, Il nuovo album di del duo composto dalla smorfiosella Zooey Deschanel e dal figaccione folk-accigliato M.Ward, ora disponibile in versione brizzolata. Vai con l'odio. Moltiplicato per 12 tracce piene di oroincensoemirra. Nota bene che questa recensione è su base unicamente emozionale, ho sentito solo una canzone che vado meticolosamente a linkarvi qua sotto.



2. Le palline di Natale del Pantone. Per addobbare l'albero mentre ascoltate She&Him. Le trovate qui


3. Vite in 140 caratteri. Bellissimo progetto di Micronarrativa, ministorie sparate su Twitter che in 140 caratteri tratteggiano un personaggio. Ora sono un libro, con illustrazioni di Riccardo Guasto. Fonte Il Post.






Monday, September 5, 2011

Friday, June 10, 2011

Intervista a una testa di carta

Sito che visiti, cose fighe che trovi. Non sempre èh. Ma questa volta sì.
Capito su Teste di cartaChiedo un’intervista alla brillante testa che sta dietro alle teste di carta, e rimango piacevolmente sorpresa. Oltre che produrre disegni, stampe, t shirt, oggetti in legno godibilissimi ha anche una spiccata vena da storyteller!
Ecco a voi il risultato della chiacchierata digitale in asincrono con lei.





Teste di carta è un'idea geniale (altrimenti non saremmo qui a parlarne...).
Come ti è venuta l'ispirazione?

Prima di tutto grazie per avermi invitata nel tuo salotto che ha già qualcosa di familiare, tra tè e pasticcini ti racconto com'è nata la mia idea. E grazie soprattutto per averla definita geniale, mi lusinga alquanto.
Non è romantico lo so, ma non c'è stata alcuna ispirazione, é arrivata perchè ne avevo bisogno. Volevo una fototessera digitale, non da esibire sulla patente ma pronta da allegare ogni volta che il web recita: "carica la tua immagine". La mia immagine qual è? Così di necessità ho fatto virtù. Per far sì che fosse efficace servivano due requisiti: riconoscibilità immediata e guizzo interpretativo. Ecco nata la prima Testa di Carta. Poi non ho più smesso. Mi piace render piu belle le persone e con la tecnica che uso si eliminano imperfezioni, punti neri, peli superflui, lasciando intatte le rughe d'espressione più significative. Un vero e proprio lifting. Ma il pezzo forte è tutto l'ambradam che ci metto su. Come resistere alla propria immagine di una bellezza senza tempo!
Questo non vale per il progetto Teste di * (bip), per loro è un'altra storia. Che prevedo stia per finire.





Che testa ha la Testa di Carta che produce Teste di Carta?

Spettinata e curiosa. Adoro indagare nelle persone, interpretarne le caratteristiche e trasformarle. Uso lo stesso metodo nel mio lavoro ufficiale di grafica: un po' di inventiva, capacità di sintesi e tanta ironia. - Sai che l'autoironia aiuta a vivere meglio? l'ho sentito dire in televisione da qualche opinionista-barra-psicologo.
Me ne sono fatte due. Nella prima ho un guazzabuglio di linee, mi concedo sempre un po' di caos in testa. Nell'altra indosso le corna, non che sia convinta di averle, ma prevenire è meglio che curare.
Anche se di cornuti ne è pieno il mondo (vedi Teste&Corna), e di famosi pure.

Altri illustratori che ti piacciono assai?

Altri intendi oltre a me? Non mi sono mai definita un'illustratrice, in realtà non mi sono mai definita. Ho qualche problema d'identità. Però mi occupo di comunicazione, questo lo so, e lo faccio affidandomi a varie tecniche, anche al disegno, quando mi riesce.
Blue è invece uno che di illustrazione se ne intende e parecchio. Insieme al compagno Ericailcane rappresentano la nuova street art, fatta di pennelli e vernici, una vera rivoluzione visiva urbana. Più colore e vita nelle città. Tutto questo cemento rinascimentale ci seppellirà. Noi fiorentini ne abbiamo piena coscienza.
E poi c'è un'amica, Giorgia Ricci, una mano esplosiva che dipinge e disegna spontaneamente tutto su tutto.

E adesso una domanda che sta diventando un tabù come chiedere "sei omosessuale" negli anni '90. Sei social? Per toglierti dall'imbarazzo, puoi scegliere anche solo di barrare due caselle:
1- Ci sto dentro a palla sorella
2- Essere social è out

Ecco ma se rispondo mettendo una crocetta sulla uno, immagino debba assumermi tutte le conseguenze del caso. Comunque direi di sì. Il mio progetto è partito proprio su Facebook, il banco di prova per capire se l'idea poteva funzionare. E c'è stato l'entusiasmo virtuale, con una valanga di "mi piace", commenti super-positive e imprevedibili richieste d'amicizia, regalando alla mia giornata almeno tre secondi di assoluta e intensa gioia. Virtuale appunto. Il rischio era che rimanesse intrappolato in rete, ma non è andata così.
Ora sono convinta che tutti dovrebbero avere la propria Testa di Carta, aiuta a viver meglio. Me senza dubbio.

A parte gli scherzi: come sta andando questa esperienza sul web? Vendi anche su altri canali? Come ti autopromuovi? Partecipi ad happening? (come si dice qui a Firenze: ma una manciatina di cazzi tuoi no è)

Quindi dicevamo, sul web bene, ma in qualche modo dovevo uscirne, e ho iniziato a dipingere le teste ovunque. Ho fatto tutto al contrario, prima la pubblicità e poi il prodotto. Ho capovolto anche l'iter esecutivo, prima il digitale e poi l'oggetto artigianale. Nella vendita invece non ho stravolto niente, si paga dopo, mi sembra più corretto.
Poi ho messo su un negozietto in rete (testedicarta.spreadshirt.it, qui si paga prima però) dove ci sono tanti gadget e vestitini, prodotti seriali, stampa digitale e prezzi bassi.
Oltre alle cartoline che ho seminato un po' ovunque, il passaparola è il più fidato strumento di promozione.
Quasi tutti i miei amici hanno una Testa di Carta e quasi tutti gli amici dei miei amici stanno per riceverla. Attenzione. Gettonatissime per compleanni, matrimoni, battesimi e tutte quelle feste lì.


Se dovessi disegnare la testa di Parole Santels come la faresti? (Scusa l'autoreferenzialità, ma mi incuriosisce molto!)

Prima di tutto mi serve una tua foto, perchè parto sempre da quella. Poi in testa ti farei una diramazione di parole, labels, tags, categorie, links. Tutto con uno stile da far invidia alle più note e stimate blogger. Oltre a te.
Mi dai una foto? Non di profilo ovviamente.


Grazie Emanuela!

Thursday, May 19, 2011

Ho mal di testa ergo ho qualcosa nella testa

Cose che vedo e accadono mentre io sono un po' off dalla fashion-blogosfera.

La Blonde a Cannes. Sul red carpet. fotografata da Life. Probabilmente ne avranno parlato in molti, non ho fatto screening a riguardo. A parte che era molto bella (dai, ammettiamolo), ma...perchè?? La dimostrazione che essere una web celebrity non è più così distante dall'essere una gravitante nello show-biz. E comunque, questo lo dico ormai da molto, la macchina per fare soldi della Blonde è inattaccabile. Un progetto veramente ben riuscito. Probabilmente il suo markettarissimo ragazzo Riccardo Pozzoli, meglio conosciuto come Richie, ha inserito il progetto Blonde fra le case history di successo del suo sito aziendale. Di sicuro si sarà appoggiato al nutrito gruppo del social network per giovani bocconiani inventato da lui, YMGUP. Per curiosità mi sono iscritta. Nel "maybe you know" c'erano solo nomi sconosciuti di rampolli sconosciuti. Ah, la legge dei 6 gradi di separazione.


Un mio amico fiorentino, Alect Pee,  fa l'illustratore ed è geniale. Questa su Obama e Osama m'ha fatto morire

Per finire, una chicca trovata su Wittgenstein. Palloncino saziante di gomma naturale. Io non commento, è già stato scritto un bell'articolo a riguardo. 

Ragazzi, ma come si fa. Finchè la barca va, veramente.
Ho tutto in testa, ma non riesco a dirlo.

                                    

Saturday, April 30, 2011

Thursday, November 18, 2010

Shop online che amo: Chiaralascura.it

Cosa succede quando una persona ha talmente tanta creatività da far diventare fra il magico e il demenziale tutto quello che tocca? Se disegna magliette, tazze e borsine portasorriso, probabilmente sei finito nello shop di Chiaralascura.it
Chiara la Scura è stata una mia collega per un po' di tempo. Mentre io facevo la project manager (leggi: prendere pioggia di cacca quotidianamente e imparare a razzo ad aprire l'ombrello per ripararti) lei era nella mia stessa condizione, solo che faceva la grafica. Poi tutte e due abbiamo cambiato, ma ci siamo tenute in contatto. Le ho chiesto una piccola intervista perchè è un genio compreso: le sue creazioni sono troppo belle!
Leggete e guardate, poi capirete
A voi.



- Com'è nata l'idea di chiaralascura.it?

Come al solito per caso! Dico come al solito perché la mia vita procede sempre in random, quando programmo invece non mi riesce di fare nulla: era un momento di stress, non mi piaceva più il mio lavoro da video editor barra eterna stagista barra sfigata e la mia vita era tutta un monta in bicicletta-smonta dalla bicicletta-siediti davanti allo schermo e sopporta-manda cv in pausa pranzo-risopporta-rimonta in bicicletta-fai la spesa-cena-prepara il pranzetto per l'indomani che non è che siamo ricchi ad andare a mangiare al ristorante in pausa pranzo-dormi digrignando i denti. Insomma una tristezza infinita per una che qualche mese prima passava la giornata intera a modellare omini da animare in stop motion il tutto solo per passione. Cercavo un modo per sfogarmi e riprendere contatti con la creatività e mi sono accorta che la cosa più spontanea erano i disegnini che da una vita hanno sempre popolato i miei bloc notes, diari, libri, quaderni...per caso mi sono ritrovata su Zazzle (portale che vende t-shirt di designers, ndr) e per gioco ho iniziato a creare dei personaggini da mettere su t-shirt, tazze, shopper e così via. Dopo i soliti e immancabili acquisti di amici e parenti la vera svolta è stata vedere che anche gli sconosciuti (anche stranieri) apprezzavano e compravano. E allora perché no? Ho cambiato vita, mi ci sono buttata con tutte le scarpe e ora, anche se lavoro più di prima, sono sicuramente più felice. L'apporto fondamentale è stato quello del mio compagno comunque, lui ci ha creduto più di me e oltre ad aver creato il sito mi ha dato ottimi consigli.



- A cosa ti ispiri per i tuoi disegni?

Bella domanda, dipende. A volte vorrei solo rendere un concetto, come Miss Entangled (una donna ingarbugliata, che presto sarà anche su una maglietta), nel caso delle maglie a tema animalista e vegan invece cerco di colpire ma sempre con ironia e simpatia. Credo che Mangeresti il tuo gatto sia molto più efficace di t-shirt con frasi violente o all'imperativo (Non toccare quello, non mangiare quell'altro) ma magari mi sbaglio. Ci sono poi quelli che preferisco: i disegni nati veramente per caso, mostrini siamesi, strani, deformi, animaletti vari e personaggi inquietanti come The Job Monster: quando l'ho disegnato non c'era un intento di denuncia, ho solo disegnato e poi ho capito che quello era il nemico, non solo mio ma della mia generazione e delle persone come me. Vorrei poter citare degli illustratori che mi piacciono ma non saprei, forse i miei nipotini di 6 anni Chloe e Lorenzo o magari Daniel Johnston 6 anni li avrà per sempre; la verità è che io vado sempre al contrario: prima faccio le cose e poi scopro che appartengono ad un genere; la stessa cosa è stata per la musica, prima ho iniziato a suonare lo-fi e poi ho scoperto il lo-fi. Te l'ho detto che sono una donna random? Sono anche una donna retroattiva: invento delle cose che erano già state inventate solo che io non lo sapevo.


- Chiaralascura è vegana e cuoca straordinaria. Una ricetta da leccarsi i baffi?

Un bell'arrosto di seitan fatto in casa accompagnato da patate al forno "col vestito dei campi" e della mostarda extra forte, oppure la cremina di patate e porcini con noce moscata o ancora una vellutata di zucca e carote con crostini e un po' di panna di soya. Potrei continuare ma poi mi viene fame.


- Hai un oggetto feticcio?

Più di uno, sono una maniaca dell'oggetto e raramente butto via qualcosa, tutto potrebbe ricordarmi qualcosa: piercing di quando ero dark, scontrini di capodanni con gente che non mi ricordo più, tappi di birrette, un quaderno di poesiole (alcune terribili, altre pessime) con tanto di copertina-collage sulla quale spiccano i miei idoli del tempo (quindi tutte foto di Courtney Love con intermezzi di sex pistols), un cappotto leopardato in peluche che tengo come monito: "non indossare mai più un cappotto in peluche leopardato", il cerchietto con la paperetta della doccia che ho indossato alle selezioni dell'Italian Wave (la stessa paperetta che Mara ha lanciato sul pubblico non proprio simpatico). In generale non esco mai senza bloc notes e matita, non si sa mai.
qui Chiaralascura in uno di quei mercatini fricchettoni che frequenta lei ;-)

- Fammi uno dei tuoi raccontini randomici 

Ti racconto cosa faccio la sera per far ridere mio marito (a parte rimpinzarlo di torte): io non sono snodata per niente, ma proprio zero, quindi mi metto a fare delle posizioni di yoga inventate e per nulla coreografiche ma con titoli altisonanti come "pinguino che taglia il pane", "panda rovesciato", "medusa strizzona", "melanzana sul metrò" e via discorrendo. Lui è un po' asmatico e rischia sempre di lasciarmi vedova a suon di risate.


Adoro tutto! Ma più di ogni altra cosa la mia tazza per fare colazione, Girlie Moustache. Ma la vedete quanto è figa?? 

Tuesday, November 16, 2010

Tuesday, October 5, 2010

Ricette illustrate. Ma belle belle

Che robine ragazzi! The drawn and cook presenta una selezione di ricette disegnate da illustratori all around the world. Non mi è venuta una particolare voglia di cucinare. Su come fare "Pane e Nutella" (con formaggio? mmm...ultima ricetta) credo di sapermela cavare... comunque sono visivamente davvero irresistibili, me le incornicerei tutte in cucina.



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