Il sabato è la giornata me myself and I per eccellenza. Brunch con amica, chiacchiere a non finire, giro in libreria, negozi. Per l'appunto ero stata brava, acquisti zero, qui è tutto un fiorire di rayon alla microcellulosa (fibra sviluppata nel 1891 ma messa fuori produzione a causa della sua alta infiammabilità, ndr), robavistaerivista, turisti che comprano le stesse cose che in linea teorica potrebbero ritrovare anche a casa loro. Andare da Sandro alla Rinascente non si può. Vita low profile.
Ma lo shopping, come tutti i vizi, va tenuto sotto controllo. Non sei sicuro neanche a casa, col porco mouse in mano, figuriamoci fuori. Difatti, a pochi metri dalla base, mi ritrovo a fissare l'insegna "Open Vintage" lasciata in terra all'angolo fra Via dei Serragli e Borgo Stella. (Sul poster "ci vuole Misseri-cordia leggi qui)
Merda, son mesi che ci passo e non l'ho mai trovato aperto. Formulo questo pensiero e ci son già dentro, allo Stondo Vintage.
Vengo catturata dalle ballerine in plastica originali anni '60. Ci sono bianche, rosse e blu. Peccato il proprietario non abbia ritrovato nello stock anche quelle gialle e le trasparenti, sarebbero state bellissime.
Fatto sta che mi innamoro del paio bianco. Metti nel carrello.
Come se non bastasse, Superga. Anche queste originali anni '60. Nuove pure loro. suola in corda e gomma, confortevolissime. Aggiungi al carrello.
Eccolo il simpatico proprietario del negozio. Ci ritorno di sicuro da te, così socievole, con questo negozino easyliving. Però cccheccavolo. Sei stato la sigaretta di chi afferma sicuro di aver smesso, il cucchiaio di Nutella di chi è a dieta.
Ce l'avevo quasi fatta. La prossima volta èh.






