Friday, February 26, 2010

Se la Gelmini ha bisogno di gadget da abbinare al suo piano di comunicazione pro nucleare, io ho un'idea

La Gelmini ha appena affermato che occorre far cadere il tabù del nucleare, prenderci confidenza, essere informati sui rischi che, cito, "sono davvero limitati".

Due le immagini che si sono formate nella mia mente

1- Homer e Burns che vengono nelle scuole italiane a illustrare i piaceri delle ciambelle all'uranio arricchito, in mano un fotoproiettore che spara uno slideshow sulle soleggiate ciminiere di Spingfield.
2- il Kit del piccolo chimico, modello esportabile in tutte le scuole elementari, medie e superiori italiane.

Un attimo dopo mi sono ricordata di una conversazione avvenuta qualche giorno fa dove veniva citato il "Gilbert Atomic Energy Lab".



Cos'è il "Gilbert Atomic Energy Lab"?
Un Piccolo Chimico Nucleare.VERO! Senza scherzi.

Commercializzato per circa un anno, dal 1950 al 1951, dalla A.C. Company di New Haven, nel Connecticut.

Dentro c'erano tre barrette radioattive "di scarsissimo potenziale", un contatore Geiger, una camera a nebbia per vedere le particelle alpha, uno spintariscopio (per vedere "in diretta" il decadimento radioattivo), 4 campioncini di materiale radioattivo e un elettroscopio (più l'ovvio libretto di istruzioni e un fumetto sulla radioattività).
Il Kit è stato in vendita solo un anno, chissà perchè. L'isotopo dell'uranio presente nel kit (il 238, appunto) è ritenuto responsabile della sindrome del Golfo, di cancro, leucemia, linfoma (...)

Sono ParoleSantels: Consigliamolo alla Gelmini! Mi pare il minimo


via

2 comments:

giardigno65 said...

spediamolo posta celere !

parolesantels said...

esatto, posta celere

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