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Thursday, March 17, 2011

Normal in Shoreditch


Ti sei appena trasferito a Shoreditch e pensi che sia impossibile comprare qualcosa che non sia hipster related. Le tazze bianche non esistono, sono tutte del Pantone. Le lampadine sì certo ma solo Plumen, i parrucchieri danno delle sfobiciatine overpriced per un look finto casuale (o out of bed, o shabby chic). Vuoi del latte che non sia di soia. Un asciugamano che non sia fatto a mano e ricavato dalla miglior selezione di fiori di canapa. Vuoi cose normali. Un riferimento che abbia un punto di vista poser "ma anche no". Normal in Shoreditch è la soluzione.

ps. il font utilizzato è il solito di American Apparel e l'ho trovata una finezza squisitamente dissacrante. Geniale.

Grazie Melaniela che a Shoreditch ci vive (e ha pure la sedia del Pantone, mitica!).

Thursday, October 21, 2010

American Apparel, speciale Halloween

Nonostante le magagne finanziarie, nonostante sia noto che Dov Charney, fondatore del brand losangelino e masturbatore folle, sia un esaltato con (credo) qualche problemino di equilibrio psichico, nonostante il rapporto prezzo/qualità delle volte non sia eccelso, nonostante gli hipsters si stiano progressivamente evolvendo in altri sottogruppi contemporanei (un giorno farò un post a riguardo, l'antopologia sociale è la la materia che preferisco) adoro American Apparel. Mi piace la comunicazione sul sito, come riescono a far emergere i loro prodotti. Come in questa sezione, creata apposta per Halloween. Ti costruisci il tuo costume per la notte delle streghe e da L.A.ti suggeriscono tutto il necessaire, from head to toe. 

Voglio il cane salsiccia bendato. E la sirena. Un po' tutti ecco. Per un Halloween mainstream, sezione indipendent. Cacchio dico. Fermatemi.



Sunday, February 28, 2010

Adam Green, il poser della subcultura dei fighi



Sabato, concerto di Adam Green al Covo Club di Bologna.
Me lo avevano detto che era completamete matto. Non ha deluso le mie aspettative.
Anche se, ecco, fosse riuscito a dare un minimo di filo narrativo al concerto non sarebbe stato male eh. Roba che una canzone (forse una, friends of mine) senza buttarsi addosso al pubblico non l'ha fatta.

Una volta gli è scivolato il microfono dalle mani (aveva solo la destra utilizzabile, la sinistra era fedelmente incollata a una delle 50 heinekein in quell'ora e mezza di concerto), un'altra volta ha preso una bionda da sotto la folla e si è messo a spomiciacchiarla bene bene, poi blaterava e non si capiva granchè, poi rieccotelo a buttarsi sulla folla. Boh. Intorno a me espressioni a punto interrogativo, dove la sindrome della teenager non aveva attecchito.
Una performance disconnessa e disaggregata, un gonfione danzereccio e disarticolato, ammozzarellato, si è pure tolto il chiodo di pelle. E' andato via facendo la gimcana fra il pubblico, le guardie del corpo a proteggerlo, la gente a schivarlo, col cavolo che voleva l'impatto con una spugna di chiara  4,5°.

Detta così sembra che non mi sia piaciuto. Non è vero. Adam è un figo. E ai fighi si perdona tutto. O meglio, come lo ha definito chi era con me, è il poser della subcultura dei fighi. E ai poser non si perdona niente.
Buddy Bradley @CovoClub 



t-shirtino

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